Episodio 08 - C. Vaccari e A. Valeriani connected on: la comunicazione politica ai tempi di Donald Trump
Show notes
La comunicazione cambia continuamente, alla velocità delle innovazioni tecnologiche ma anche degli attori politici. In uno scenario già profondamente mutato rispetto a pochi anni fa, la comunicazione aggressiva di Donald Trump sta ristabilendo equilibri e regole. In questo episodio del Podcast del Centro Connect i nostri ospiti affronteranno i cambiamenti nella comunicazione politica degli ultimi anni, soprattutto dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump.
Buon ascolto!
Host: Manuela Moschella (Unibo SPS, Professoressa di Politiche Economiche Internazionali, Direttrice di Connect)
Ospiti: Cristian Vaccari (University of Edinburgh) e Augusto Valeriani (Università di Bologna)
Show transcript
00:00:00: l'inciviltà è associata al tipo d'immaginario politico che Trump costruisce specia.
00:00:04: Questo lo fa attraverso la legitimazione di contenuti in civili che vengono riproposti da Trump e legittimati, anche a traverso l'utilizzo di uno slot AI, contenuti realizzate dall'intelligenza artificiale con tratti di forte inciviltà.
00:00:22: Questo serve a Trump a costruire immaginari dove elementi inacceptabili diventano improvvisamente realizzabili.
00:00:39: Benvenuti a Connect in the North, il podcast di Connect.
00:00:47: Connect è il centro di ricerca dell'ipartimento di scienze politiche sociali dell'Università di Bologna.
00:00:55: Un mondo sempre più interconnesso e pure frammentato ci pone di fronte a sfide cruciali.
00:01:02: Connect si occupa dei temi senza confine dall'ambiente alla tecnologia
00:01:07: dalla
00:01:07: sicurezza all'economia.
00:01:09: Il nostro obiettivo è offrire uno sguardo transnazionale sulla politica e la società, trasformando la ricerca in sapere pubblico.
00:01:23: Con questo podcast vogliamo aprire il dibattito e connettere le idee per affrontare i nodi del nostro tempo.
00:01:32: Sono
00:01:32: Manuela Moschella, direttrice di Connect e host di questo podcast.
00:01:37: Restate con noi, Connecting the Nodes!
00:01:39: Inizia ora!
00:01:44: Eccoci!
00:01:44: Cognizione stabilita.
00:01:46: In questa puntata affrontiamo un tema che ci riguarda tutti molto da vicino, come sta cambiando la comunicazione politica nelle democrazie contemporanei.
00:01:55: Negli ultimi anni e in particolare con Trump abbiamo assistito a una trasformazione profonda del modo in cui leader parlano attaccano mobilitano e costruiscono consenso.
00:02:07: sembra che siano saltati molti dei limiti che un tempo definiva nel discorso pubblico non solo il politico licorrect ma anche confini più sostanziali come rispetto degli avversari politici, degli alleati internazionali o persino il modo
00:02:21: in cui si
00:02:21: comunica su stemmi estremamente seri come la guerra.
00:02:25: La domanda allora è siamo di fronte a una rottura
00:02:28: o una
00:02:28: radicalizzazione di dinamiche già in atto?
00:02:31: E cosa significa per la qualità della democrazia?
00:02:35: Per discuterne abbiamo con noi due studiosi che danni lavorano su questi temi.
00:02:40: Christian Vaccarri, professore in Future Governance
00:02:43: Public Policy e Tecnologi all'Università di Edibuna è Augusto Valeriani,
00:02:48: membro Connect e professori di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell'Università di Bologna.
00:02:55: Cristiana e Augusto benvenuti!
00:02:58: Partirei proprio da Trump che in questi giorni è difficile da evitare.
00:03:03: Augusto partirei da te.
00:03:05: Una percezione molto diffuse è che con Trump siano saltati i limiti della comunicazione politica.
00:03:11: Non solo il linguaggio provocatorio, ma qualcosa proprio di più profondo, gli attacchi agli avversari e le offese, forme di comunicazione che in passato sarebbero state inacettabili.
00:03:22: E ma dal tuo punto di vista cos'è cambiato?
00:03:24: È una rottura o è una forma di radicalizzazione di tendenze già presenti?
00:03:29: sicuramente l'inciviltà nella politica,
00:03:33: nel discorso politico e nella mediatizzazione del discor so politico non è una tendenza nuova e non è certo una tendenza che ha inventato Trump.
00:03:41: questo
00:03:42: nel contesto americano ma in generale a tutte le latitudini.
00:03:45: penso anche nel nostro paese.
00:03:49: L'idea che l'inciviltà sia una risorsa strategica, che gli attori politici
00:03:54: utilizzano
00:03:56: è qualcosa che esiste da diversi decenni e precede Trump.
00:04:01: Soprattutto quegli attori politici che in qualche misura costruiscono la propria immagine come soggetti outsider hanno nell'incivilità politica uno strumento che è utile per presentarsi a cittadini agli elettori come
00:04:16: più vicini
00:04:17: al loro, più veri
00:04:19: e più lontani dalle elite.
00:04:22: allo stesso tempo credo che Trump
00:04:25: abbia
00:04:26: sicuramente sia sicurmente il responsabile di un salto di qualità o diciamo in negativo da questo punto di vista.
00:04:36: e ciò a che vedere proprio con ciò che può essere considerato accettabile e inacceptabile.
00:04:44: E da questo punto di vista, l'inciviltà è associata al tipo d'immaginario politico che Trump costruisce tape.
00:04:49: Questo lo fa attraverso due elementi tra loro collegati.
00:04:56: il primo è la legittimazione dei contenuti e attori che potremmo definire per i ferici fringe in qualche modo in civili che vengono riproposti da Trump e quindi legitimati anche attraverso l'utilizzo negli ultimi mesi, negli últimos anni di quella che è definita
00:05:14: una slope
00:05:15: AI, quindi contenuti sintetici realizzati dall'intelligenza artificiale e contratti di forte inciviltà.
00:05:23: Questo serve a Trump soprattutto a costruire immaginari dove elementi che potrebbero essere
00:05:31: fino a un certo
00:05:32: momento, inacceptabili diventano
00:05:34: improvvisamente
00:05:35: pensabili e realizzabili.
00:05:36: questo a che vedere con ad esempio la riproposizione di un video nel quale i suoi opponent politici vengono presentati come
00:05:44: animali,
00:05:45: animalizzati.
00:05:46: Questo a che vedere con l'immagine di Trump che è inaereo, raffigurandosi
00:05:51: come un re getta,
00:05:53: un liquido marrone non meglio identificato sui manifestanti no kings.
00:05:57: E questo a que vedere
00:05:59: con le rappresentazioni
00:06:00: di Gaza o della della Groellandia che mostra, è un utilizzo dell'inciviltà che serve a mio avviso a rendere immaginabile delle azioni politiche che poi possono essere effettivamente realizzate o non-realizzate ma comunque entrano a far parte di ciò che è pensabile all'interno del campo politico.
00:06:23: Secondo me questo è uno degli utilizi specifici che Trump ha fatto e sta facendo della comunicazione politica
00:06:30: in civile.
00:06:31: Fa un po'
00:06:32: paura pensare
00:06:33: che Trump ci stia socializzando all'inciviltà in qualche modo, quindi mi rivolga a te Cristian quanto ha a che vedere con Trump come outsider, come lo presentava prima Auguste, quanta che vedere invece con qualcosa di più strutturale i media che utilizza
00:06:48: come viene rimbalzato
00:06:50: verso il pubblico?
00:06:52: Sì, c'è sicuramente un elemento strutturale.
00:06:54: Trump è un sintomo e un acceleratore di questo processo perché ovviamente essendo il presidente degli Stati Uniti tutto quello che fa viene poi preso a modello emulato e Trump stesso sta incidendo su come funziona il sistema dei miei negli Stati Unidos.
00:07:09: Il fenomeno chiave secondo me è quello che si chiama la disintermediazione.
00:07:14: Noi, nelle nostre democrazie di massa abbiamo sempre avuto una mediazione, una negoziazione fra sistema degli e il sistema politico.
00:07:24: nel modello classico dei giornali, della radio e della televisione c'era un gruppo di professionisti, di giornalisti, i produttori ed i direttori che era un gruppa di persone sociologicamente molto ristrette.
00:07:39: erano tutte più o meno maschie tutti più o menos di mezza età con una certo tipo di formazione in Italia magari più legata ai partiti e in altri sistemi più legati al professionalismo giornalistico.
00:07:51: e questo gruppo di persone avevano in comune comunque l'idea che per quanto il giornalismo possa essere più o meno partigiano, più o menos schierato a volte anche dipartito come è stato in Italia per alcuni decenni.
00:08:05: Comunque c'era l'idaia che il giornalismo ha una missione rispetto alla democrazia con magari visioni diverse su quella che la democrazia e su dove la demografia debba portare.
00:08:15: oggi invece i politici non hanno più bisogno di passare attraverso questa che in Italia è poi stata chiamata casta di giornalisti o di professionisti e comunicano in gran parte o direttamente ai propri sostenitori attraversi social media, o indirettamente perché... i giornalisti si trovano inevitabilmente ormai a dovere poi riproporre quello che i politici dicono e fanno sui social media, per cui io vivo in Gran Bretagna dove c'è la BBC che è un sistema comunque un servizio pubblico ancora di qualità.
00:08:51: però ogni volta che Trump posta qualcosa su Truth Social che è la piattaforma che lui stesso sia creato dopo essere stato buttato fuori per un certo periodo poi interrotto dalle piattaforme più diffuse, ogni volta che Trump pubblica questi contenuti la BBC ci fa vedere la schermata con esattamente quello che Trump ha detto parola per parola.
00:09:16: Che in un sistema in cui c'è una mediazione giornalistica per cui il politico dice alcune cose ma il giornalista decide se queste cose sono A interessanti e B appropriate per un sistema democratico, non sempre il politico riesce a dire quello che vuole nel modo in cui lo vuole.
00:09:34: ed è qui secondo me che in questo cambiamento strutturale si spiega quello che riceva Augusto.
00:09:40: Non ci sono più limiti posti a quello che un leader politico può dire, specialmente un leader potente e rilevante come Trump sia da candidato sia da presidente perché non c'è più una vera mediazione giornalistica che limiti quello che passa.
00:09:56: discorso pubblico.
00:09:57: Cristian, fammi tornare su questo discorzo
00:09:59: della disintermediazione
00:10:01: no?
00:10:01: In assenza di mediazione il contenuto passa direttamente agli elettori.
00:10:05: ma cosa ci dice questo sulla costruzione della leadership
00:10:08: politica?
00:10:09: ci dice che oggi il leader politico è più facile diventare leader politici di successo se si è presentato e percepiti come negli outsider, come delle persone che fanno del violare le norme della comunicazione, le normi della convivenza democratica io vorrei dire un punto di valore, un punto che li caratterizza.
00:10:34: come diceva Augusto, c'è una crisi delle istituzioni della fiducia dei cittadini nelle istitutzioni.
00:10:40: Se noi guardiamo tutte le rilivazioni ci dicono questo.
00:10:43: e quindi chi si erge a difensore della cultura dell'istituzione, delle norme di ciò che rende l'istituzione un qualcosa di duraturo e rispettabile ha sempre un percorso in salita mentre chi parte dall'idea che tutte queste norme siano solo dei vincoli, che le istituitoni siano delle vecchie costruzioni che impediscono di fare le cose, che impediscono di portare la voce dei cittadini nella politica parte avvantaggiato.
00:11:14: Questo in Italia lo abbiamo visto dal quattro con Siglio Berlusconi che operava in un altro sistema dei media che in gran parte controllava ma che comunque aveva ancora una mediazione giornalistica.
00:11:26: E lo vediamo oggi in maniera amplificata e declinata per l'era del digitale, con Trump e con tanti altri leader outsider che in alcuni casi si possono chiamare populisti.
00:11:37: Che costruiscono il proprio consenso, la propria legitimazione sulla base proprio del violare queste norme di comunicazione politica-democratica.
00:11:47: È usso tornando
00:11:47: a questo tema del rapporto fra il sistema d'emedia frammentato, disintermediato ed il tipo di comunicazioni.
00:11:55: Secondo te c'è una correlazione o addirittura una causalità ovvero dire che il sistema de media attuale porta un linguaggio più polarizzato, più estremizzato?
00:12:07: Eh... di fatto le piattaforme di social networking sono tra forse il principale ambiente della comunicazione politica.
00:12:18: Lo sono nella loro relazione con gli altri spazi mediali.
00:12:21: ovviamente sappiamo molto bene come si diceva prima I contenuti che vengono prodotti e circolano all'interno delle piattaforme, poi si sviluppano e hanno una loro visibilità all'interno degli altri spazi.
00:12:34: Però l'elemento fondamentale
00:12:36: è... Che è la
00:12:37: logica!
00:12:38: delle piattaforme intesa come la logica che premia contenuti e attori.
00:12:43: è una logica molto diversa da quella delle istituzioni democratiche ma anche a quella, come diceva prima Cristian della notiziabilità giornalistica in senso classico.
00:12:54: È una logika sostanzialmente che è guidata dalla capacità di un contenuto o di un attore di generare attenzione all'interno di regole che le piattaforme stesse decidono.
00:13:08: Quindi questo define un ambiente nel quale il potere delle piattaforme è estremamente forte ed è un potere che è basato su principi di natura molto diversa da quelli che hanno caratterizzato fino a oggi non solo le democrazie ma anche i sistemi dei media.
00:13:27: Quindi in questo è un elemento estremamente importante nel definire la natura del discorso pubblico e anche il successo degli attori politici all'interno di esso.
00:13:38: Le piattaforme hanno il potere di stabilire gli attori che sono legittimi e illegittimi, c'è stata una stagione ben evocata prima nella quale un attore come Trump è stato de-piattaformizzato ok?
00:13:52: C'è stati
00:13:53: una stazione come quella contemporanea in cui Trump ha creato la sua piattaforma e un altro soggetto politico a lui vicino come Elon
00:14:02: Musk
00:14:03: ne ha acquisito, avvicino in alcuni momenti o lontano in altri a seconda di quando
00:14:07: lo vogliamo guardare,
00:14:09: ne ha acquisita un'altra.
00:14:10: Ridefinendo sostanzialmente le norme di ciò che è legittimo e il legittimolo all'interno di essi.
00:14:17: quindi il potere delle piattaforme come soggetti non solo economici ma che diventano per definizione politici è fondamentale.
00:14:27: Certo,
00:14:29: è interessante vedere
00:14:30: come
00:14:31: ad esempio
00:14:32: le ultime settimane
00:14:34: abbiamo visto che negli Stati Uniti hanno cominciato a emergere delle sentenze cercano di in qualche misura dare responsabilità alle piattaforme rispetto a determinati fenomeni che a livelli individuale sono problematici come la dipendenza dalle piatta forme, qualcosa di simile a quello che è stato visto molti decenni fa con le sigarette.
00:14:58: questo è il principio che è stata evocato.
00:15:00: ma queste pericolosità non è soltanto individuale ovviamente ma diventa collettiva nella misura in cui in qualche modo da una dipendenza, da una modalità di consumo dell'informazione derivano anche atteggiamenti nei confronti della democrazia.
00:15:21: Quindi questo è sicuramente secondo me un aspetto da tenere in considerazione.
00:15:26: In realtà a questo potere delle
00:15:27: piattaforme
00:15:28: che da cittadina vi confesso un tema che mi interessa ma è molto caro Potere delle piattaforme, ma quali bilanciamenti ci sono?
00:15:36: Quali contropoterie esistono ancora?
00:15:38: Christian diceva prima una volta c'erano i direttori dei giornali mediatradizionali.
00:15:43: Augusto che cosa è rimasto di tutti questi bilanciamente e contropoteri?
00:15:48: Ma è rimasta poco nel senso che in media tradizionale le istituzioni mediali si sono, sono stati indeboliti.
00:15:58: in parte si sono indebolitì da soli.
00:16:00: ok perché anche questo è un aspetto importante.
00:16:03: un qualcuno parla di come una crescente autoreferenzialità anche dell'elite mediale ha portato a uno allontanamento da parte dei cittadini, e questo in maniera interessante anche se con diversi livelli di gravità.
00:16:19: riguarda i sistemi mediali molto diversi tra loro e con storie culture giornalistiche molto diverse da loro.
00:16:26: Quindi diciamo la perdita di rilevanza delle istituzioni mediale è qualche cosa che riguardà l'attitudini molto molto diverse tra loro.
00:16:34: quindi da un certo punto di vista c'è questo indebolimento forte.
00:16:39: e che cosa è rimasto?
00:16:40: ma è una cosa di cui anche con Christian abbiamo discusso recentemente in altre occasioni, sono rimasti i cittadini da soli.
00:16:51: Una forte responsabilizzazione dei cittadinri in un contesto nel quale però è difficile per i citadini riuscire a fare tutto il lavoro perché significa per i cittadini avere sicuramente la possibilità, ma minori soglie di attivazione politica, molte più opportunità di informazione politico, ma anche è la necessità di dover svolgere da soli un ruolo almeno in parte.
00:17:21: orientamento e autoorientamento sulla qualità dell'informazione, la capacità di trovare risorse di connessione tra loro ed di attivazione politica.
00:17:30: Non è banale certo accade nella combinazione l'idea di una partecipazione politica grassroots e il supporto delle piattaforme digitali.
00:17:43: nascono attori che un nostro collega americano ha definito netroot, che tutto sommato sono quelli che in qualche misura partono da iniziative come move on che sono storiche e arrivano fino alle ultime iniziative che abbiamo visto negli Stati Uniti.
00:18:04: comunque realtà che devono agire all'interno di un sistema dove un cambio nella modalità di funzionamento delle piattaforme, che un giorno o qualche uno decide magari per non scontentare e per non corre il rischio nei confronti dei propri azionisti può rendere le cose molto più complesse o addirittura impossibili.
00:18:26: Quindi si chiede tantissimo ai cittadini ma in un contesto nel quale la loro capacità poi di riuscire ad organizzarsi e ad agire effettivamente come contropotere, se vogliamo utilizzare questo tema è vincolata anche alla... a decisioni di tipo corporate da parte da parte del piattafo.
00:18:50: I cittadini sono da soli, dice Augusto, anche rispetto ai venti enormi complicati come quello che può essere una guerra.
00:18:59: e purtroppo la guerra è tornata da affacciarsi sulle nostre società E purtroppo negli ultimi mesi abbiamo visto come anche il linguaggio sulla guerra possa essere spettacolarizzato, reso eronico.
00:19:12: Allora Cristian ti chiedo che cosa ci dice questa presentazione e questa comunicazione sulla guerra?
00:19:18: Da un lato... in assenza di possibilità di giornalismo sul campo, che è molto difficile in molte di queste guerre ci consente di avere delle visioni un po' più da vicino.
00:19:33: Ci sono tante storie di persone che armate di smartphone filmano bombardamenti o campi ospedali, la vita quotidiana in questi paesi e quindi ci danno la possibilità quantomeno di avere più informazioni del passato.
00:19:54: Se pensiamo, insomma quando ero ragazzo io ci fu la seconda guerra del Golfo, quella in cui Saddam Hussein e l'Iraqi invasero il Kuwait.
00:20:04: Noi vedemmo i video game alla televisione con gli Irazi che partivano e venivano intercettati e si vedevano queste strece di luce E basta, non si sapeva quasi nient'altro da quello che succedeva sul campo underground come dicono gli anglosassoni.
00:20:20: Oggi abbiamo questa pluralità di voci che comunque ci danno la possibilità insieme al giornalismo che ancora si riesce a fare di conoscere quello che sta succedendo e anche a volte vederne l'impatto.
00:20:32: quando i governi ci raccontano che hanno questi armamenti chirurgici che colpiscono solo gli obiettivi militari o solo le organizzazioni terroristiche in realtà si vedono immediatamente scuole o spedali completamente devastati.
00:20:47: D'altra parte però c'è per effetto di questa logica che i social media fondamentalmente cercano di trattenere la nostra attenzione, di massimizzare il nostro engagement che è un termine vuol dire molte cose in inglese, può anche voler dire partecipazione ma nell'era dei social media algoritmici è di fatto quanti clic o quante volte pigiamo con le nostre dita sul nostro smartphone.
00:21:14: perché poi ormai noi accediamo a queste tecnologie quasi solo tramite smartphone magari mentre stiamo facendo lavando cidenti o mentre stiano cucinando quindi senza grande attenzione.
00:21:24: e i social media sono ingegnerizzati proprio per massimizzare il tempo che ci passiamo, e i bottoni che spingiamo su queste piattaforme.
00:21:36: perché poi questo genere ha dati che possono essere indirettamente o direttamente venduti agli inserzionisti pubblicitari.
00:21:44: E poi ci rende in parte dipendenti dall'utilizzo di queste piatteforme che utilizziamo senza pensarci.
00:21:49: Ecco allora se il contesto di fruizione di queste gran parte col piloto automatico ingegnerizzato per massimizzare la nostra attenzione, quali sono i contenuti che hanno maggiore possibilità di venire alla nostra attencione, quelli più scandalistici, quegli più scioccanti, queli ironici anche quando l'ironia non è opportuna e si va dai meme di tipo diciamo più innocenti o quelli anche magari che hanno un significato politico rilevante.
00:22:20: quelli che semplicemente banalizzano e eronizzano in maniera faccilona, in maniere inopportuna o con degli obiettivi anche partigiani di giustificare una parte piuttosto che un'altra.
00:22:33: Il problema dal mio punto di vista è quanto questo cittadino lasciato da solo che ci dice a gusto è in grado, da solo di non vogliono neanche parlare di fact checking e di verifiche.
00:22:46: Di capirsi un video generato dall'intelligenza artificiale o no?
00:22:49: Che francamente sono tutte cose che... La persona media che sta cucinando il risotto intanto guarda TikTok.
00:22:58: non le si può chiedere di farlo, appunto è basta.
00:23:00: Non è un contesto di fruizione adatto neanche se questa persona avesse un dottorato in comunicazione o in verifica dei fatti o in biologia.
00:23:11: Questa persona non tendenzialmente nelle condizioni di fare questo opera di verifica.
00:23:18: e però questi contenuti passano, questi contenutti arrivano
00:23:20: e
00:23:21: probabilmente non modificano le opinioni di questa persona sul sulla guerra o su quella decisione ma modificiano la nostra cultura, modificando il modo in cui noi viviamo la politica e questi eventi dramatici nel mondo magari con un po' più di assurrefazione.
00:23:39: Non ci abituiamo a queste immagini come sempre in questi eventi drammatici, per esempio il caso delle sparatorie negli Stati Uniti.
00:23:48: Ogni settimana o anche meno vediamo una sparatoria e negli ventiquattro ore di mobilitazione, di lutto collettivo e poi si va avanti.
00:24:00: Cioè c'è questa assuefazione che ha la violenza alla sofferenza che rischia di poi alla fine renderci un pochino passivi di fronte a questi eventi.
00:24:12: Christian giustamente ci porta sull'impatto della comunicazione nella... nella percezione dei cittadini e quindi sul futuro delle nostre democrazie.
00:24:22: L'ora mia ultima domanda per te augusto esattamente questa, una comunicazione senza limiti su queste piattaforme che come ci diceva Christian spingono a mettere
00:24:31: i like?
00:24:32: Che cosa fa?
00:24:33: Mobili da polarizza disinforma?
00:24:35: Cosa ci dice sul confronto democratico?
00:24:37: Questo tipo di contesto democratico ha la potenzialità di fare cose molto diverse ed a certi punti di vista anche opposte tra loro.
00:24:47: Uno degli
00:24:48: elementi che più caratterizza il contesto in cui ci troviamo è una situazione alla quale peraltro Cristian Vacari ha dato un nome e che io trovo particolarmente rilevante, che è quello di stagflazione democratica.
00:25:05: Ovvero un contesto nel quale esistono due tipologie di polarizzazione.
00:25:10: C'è una
00:25:10: polarizzatione verticale tra una minoranza di persone
00:25:16: attive, attivate
00:25:17: e interessate alla politica.
00:25:18: è una maggioranza di persone che sono invece ciniche ed desencantate.
00:25:23: E questa polarizzazione convive con
00:25:26: una polarizzatione
00:25:27: invece di tipo orizzontale dove chi è attivato politicamente molto spesso
00:25:31: è polarizzato
00:25:33: anche in termini
00:25:33: affettivi
00:25:34: ok?
00:25:35: Questo è un contesto molto particolare e un contesto che, a mio avviso può determinare anche un fenomeno potenzialmente
00:25:45: pericoloso
00:25:46: per la democrazia ovvero un contestO nel quale un cittadino che è apatico, disinteressato alla politica possa in qualche misura attraverso le modalità di funzionamento del sistema dei media che abbiamo descritto saltare da quella che potrebbe essere finita dalla patria all'arabbia.
00:26:06: Quindi dalla patia e dal disinteresse alla politica, ha invece una visione della politica caratterizzata da nemici da combattere.
00:26:16: E senza passare per una fase in qualche misura di socializzazione alle norme della cittadinanza.
00:26:24: Questo è un contesto che,
00:26:25: diciamo
00:26:26: amedotticamente possiamo associare
00:26:29: a
00:26:29: dinamiche che vediamo nella sfera pubblica e nel dibattito politico-internazionale e anche in Stato Unitese.
00:26:35: Pensiamo agli assalti a Capito Hill, pensiamo
00:26:39: alle forme di
00:26:41: discriminazione ed odio che caratterizzano quella che qualcuno ha definito la Manosphere ok?
00:26:48: In qualche misura sostanzialmente queste
00:26:51: due
00:26:52: polarizzazioni possono determinare dei saluti di specie, ok?
00:26:57: Da cittadini apatici a cittadinissimi mobilitati ma non mobilitari all'interno di una cultura democratica, ma mobilitarti direttamente all'interno di una dinamica di odio e di polarizzazione.
00:27:11: E di parte cipassera dispunzionale in termini democratici.
00:27:14: quindi questo è il grosso rischio a mio avviso che il contesto che abbiamo descritto può determinare.
00:27:21: Quindi da questo punto di vista il salto di specie, diciamo da cittadino cinico disinteressato apatico a cittadinò attivo.
00:27:33: ma in qualche misura disfunzionale per la democrazia è qualcosa di estremamente pericoloso e quindi se vogliamo parlare di quale tipo di azione o quali tipo di attenzione sarebbe necessaria per evitare questo fenomeno è, qui non ho risposte ma ho soltanto l'idea di come il percorso dovrebbe essere cercare di farci che l'attivazione della partecipazione passi attraverso in qualche misura un percorso nel quale non solo improvvisamente mi interessa di politica ma in una maniera aggressiva e disfunzionale, ma in qualche mesura sono socializzato o auto-socializzato in un processo come quello che abbiamo descritto prima al fatto che la partecipazione è qualcosa che prevede
00:28:19: in un contesto democratico
00:28:20: il rispetto di
00:28:21: norme.
00:28:23: È in attesa di risposte più precise e direi che quello che emerge chiaramente da questa conversazione è che la comunicazione politica non è solo uno stile, ma una dimensione centrale del funzionamento delle nostre democrazie.
00:28:35: Capire se stiamo assistendo a una rottura o una trasformazione più graduale
00:28:39: e fondamentale per interpretare il presente
00:28:41: e per immarginare il futuro del dibattito pubblico?
00:28:44: E voglio ringraziare Chrisian Baccari e Augusto Valeriani Per aver condiviso con noi analisi e riflessioni così stibolanti, grazie anche a voi per averci ascoltato.
00:28:53: Restate con noi su Connecting the Notes, il podcast di Connect, per continuare a esplorare le sfide senza confine del nostro tempo!
00:29:02: Stay connected e alla prossima!
00:29:26: Stay connected!
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