Episodio 09 - R. Brizzi e A. Santese connected on La geopolitica del pallone: i Mondiali e il potere dello sport
Show notes
In questa puntata parliamo di uno degli eventi globali più seguiti al mondo, i mondiali di calcio. Ogni quattro anni miliardi di persone seguono le partite, discutono dei risultati e si appassionano alle storie che arrivano dal campo. Ma i mondiali non sono soltanto sport, sono anche un grande evento internazionale capace di coinvolgere governi, istituzioni, opinioni pubbliche ben oltre il mondo del calcio. Che cosa ci raccontano allora i mondiali sul mondo in cui viviamo?
E perché il calcio continua a occupare un posto così importante nelle strategie e nelle ambizioni dei vari governi? Ne parliamo con Angela Santese, collega e docente di storia e istituzioni delle Americhe all'Università di Bologna, e Riccardo Brizzi, docente di storia contemporanea.
Buon ascolto!
Show transcript
00:00:00: Il problema degli Stati Uniti non è l'assenza del calcio, ma il fatto che per molto tempo sia stato un po' percepito come uno sport degli altri.
00:00:09: Come uno sport importato negli Statiuniti quindi come uno Sport degli immigrati e quindi marginale rispetto a quelli sport che contribuivano alla costruzione dell'identità nazionale americana.
00:00:24: Quindi penso al baseball, al basket, al football.
00:00:37: Benvenuti a Connect in the North, il podcast
00:00:40: di Connect.
00:00:45: Connect
00:00:46: è il centro di ricerca dell'ipartimento di scienze politiche sociali dell'Università di Bologna.
00:00:53: Un mondo sempre più interconnesso e pure frammentato ci pone di fronte a sfide cruciali.
00:01:00: Connect si occupa dei
00:01:01: temi senza
00:01:02: confine dall'ambiente alla tecnologia dalla sicurezza all'economia.
00:01:08: Il nostro obiettivo?
00:01:09: Offrire uno sguardo transnazionale sulla politica e la società, trasformando la ricerca
00:01:14: in sapere
00:01:15: pubblico.
00:01:22: Con questo podcast vogliamo aprire il dibattito e connettere le idee per affrontare nodi del nostro tempo.
00:01:30: Sono Manuela Moschella, direttrice di Connect e host di questo podcast.
00:01:35: Restate con noi, Connecting the Nodes, inizia ora!
00:01:42: Eccoci, connessione stabilita.
00:01:44: In questa puntata parliamo di uno degli eventi globali più seguiti al mondo, i mondiali di calcio.
00:01:51: Ogni quattro anni miliardi di persone seguono le partite, discutono dei risultati e si appassionano alle storie che arrivano dal campo.
00:01:59: Ma i mondiali non sono soltanto sport, sono anche un grande evento internazionale capace di coinvolgere governi, istituzioni opinioni pubbliche ben oltre al mondo del calcio.
00:02:11: Che cosa ci raccontano i loro mondialis sul mondo in cui viviamo?
00:02:14: e perché il calcio continua a occupare un posto così importante nelle strategie e nell'ambizione dei vari governi.
00:02:21: Ne parliamo con Angela Santese, collega il docente di storia e istituzioni dell'America all'Università di Bologna E Riccardo Brizzi,
00:02:29: docente
00:02:29: d'istoria contemporanea anche all'università di bologna.
00:02:33: Angela e
00:02:33: Riccarto benvenuti.
00:02:35: Il caddo
00:02:36: partirei con te!
00:02:38: Molti vedono i mondiali come una grande festa sportiva globale
00:02:42: eppure la storia
00:02:43: ci mostra che sono sempre stati qualcosa di più.
00:02:46: E allora mi viene da chiedere, quando è come i mondiali diventano un evento politico oltre che sportivo?
00:02:53: Io direi che i mondiali non diventano politici.
00:02:56: a un certo punto, nascono politici.
00:02:58: Cioè già la scelta dell'Uruguay come prima sede dell'edizione del Mondiale del milenio e novecento trenta rispondeva.
00:03:07: per molti versi ha una precisa strategia politica.
00:03:12: l uruguai voleva celebrare il centenario dell'indipendenza ed è la sua prima costituzione presentandosi al mondo come una nazione prospera con una nazione moderna e investì importanti risorse nella costruzione dello Stadio del Centenario di Montevideo, nell'organizzazione del torneo nel far arrivare le squadre sino al Paese.
00:03:38: Quindi fin dall'inizio la Coppa del mondo è stata uno strumento di rappresentazione nazionale internazionale.
00:03:45: da allora la dimensione politica ha per molti versi accompagnati mondiali, il caso più noto è quello del secondo mondiale dell'Italia fascista del XXIV in cui Mussolini che pure non amava al calcio a livello personale e che aveva compreso però grazie ad un gerarca bolognese arpinati il potenziale propagandistico di questo sport utilizzò il Mondiale per rafforzare il prestigio del regime.
00:04:13: Ma non è stata un'eccezione questa, cioè ogni grande torneo riflette per molti versi il proprio tempo.
00:04:21: Il Brasile del milenovecento cinquanta racconta a un paese che vuole affermarsi come potenza moderna al Cile del sessantadue cerca un rilancio dopo un terremoto devastante.
00:04:33: l'Argentina del settantotto organita al mondiale nel pieno della dittatura militare e ne fa da un lato uno strumento di coesione nazionale dall'altro vettrine internazionale, così come il mondiale successivo, quello spagnolo del one milenio e novecento ottanta due utilizza il calcio per mostrarsi come una democrazia ormai consolidata dopo il franchismo.
00:04:56: Ecco oggi questa dimensione è ancora più evidente perché i mondiali sono diventati probabilmente il mega evento globale per antonomasi attirano miliardi di telespettatori coinvolgono investimenti enormi e offrono visibilità internazionale senza paragoni.
00:05:16: Per uno stato oggi ospitare la copa del mondo significa anche costruire un'immagine di sé tra rinvestimenti e rafforzare il turismo, esercitare una sorta di soft power tanto che ormai mondiali essendo diventati eventi globali e colossali vengono sempre più ospitati da più paesi congiuntamente, insomma il calcio resta uno sport ma il mondiale è sempre stato anche un grande evento diplomatico e politico e proprio per questa duplice natura diventa molto interessante per gli storici, per i politologi e per gli accademici in generale.
00:05:56: Grazie Riccardo, restiamo su questo tema del significato dei mondiali Angela e mi sposso da te anche come storica degli Stati Uniti.
00:06:04: Quest'anno ovviamente uno dei paesi ospitanti è gli Stati uniti e quindi che il significato ha il mondiale negli Statiuniti?
00:06:12: Anche la luce al fatto che il calcio non è esattamente lo sport nazionale oltre atlantico?
00:06:18: Io
00:06:19: credo che la prima cosa da fare sia un po mettere in discussione quello che è un luogo comune perché si dice spesso che il calcio sia uno sport estraneo alla storia americana ma in realtà non è così.
00:06:35: Il calcio arriva negli Stati Uniti già nell'Ottocento, si sviluppa naturalmente nelle comunità immigrate europee e tra l'altro prima Riccardo citava il primo mondiale del milenio novecentotrenta quello in Uruguay.
00:06:49: In realtà la nazionale americana non solo partecipa al mondiale in Urugway ma ottiene anche un piazzamento sorprendentemente positivo, se non sbaglio si colloca al terzo o al quarto posto nella graduatoria finale.
00:07:03: Quindi il problema degli Stati Uniti non è l'assenza del calcio ma il fatto che per molto tempo sia stato un po' percepito come uno sport degli altri, come uno sport importato negli Statiuniti quindi come uno Sport degli immigrati e quindi marginale rispetto a quelli sport che contribuiva alla postruzione dell'identità nazionale americana.
00:07:29: penso al baseball, al basket e al football.
00:07:33: E un punto di svolte in questo senso è la Coppa del mondo del milenovecento novanta quattro che rappresenta una svolta rilevante non perché porta il calcio negli Stati Uniti ma piuttosto perché rende visibile una trasformazione che di fatto era già incorso.
00:07:52: Penso ad esempio al fatto che favorisca la nascita della MLS cioè della e soprattutto contribuisce a far emergere un mercato che oggi è tre in più importanti per la FIFA.
00:08:15: E per gli Stati Uniti il mondiale del twenty-six si colloca in una fase ancora diversa, cioè oggi gli Stadi Uniti non stanno cercando di imparare il calcio
00:08:26: ma
00:08:27: dicono collocarsi al centro dell'economia globale di questo sport.
00:08:31: Lo diceva prima Riccardo, i mega sports events
00:08:34: non
00:08:34: hanno solo un significato dal punto di vista strettamente sportivo ma hanno anche un significado politico e hanno anche il significato economico.
00:08:43: quindi ospitare il più grande evento calcistico del pianeta significa presentarci anche come uno dei principali organizzatori della globalizzazione sportiva confermando quindi la capacità di attrarre investimenti il turismo, di attrare l'attenzione dei media.
00:09:01: e in questo senso il mondiale non è soltanto una competizione sportiva ma è anche una forma assolutamente rilevante di soft power ed è uno strumento attraverso cui ogni singolo stato racconta se stesso al mondo con la narrazione che decide di seguire.
00:09:20: Angela, fammi continuare con te perché hai sollevato diversi punti interessanti.
00:09:24: Hai già anche citato la FIFA e ruolo importante dell'organizzazione del posizionarsi al centro di questi mega-venti.
00:09:32: Era la mia domanda è questa?
00:09:34: Abbiamo sentito parlare tantissimo nelle ultime settimane e mesi del rapporto fra il presidente americano Trump e quello della FIFA infantino.
00:09:43: E allora che cosa ci dice questo rapporto sulla creazione di questi megaventi globali?
00:09:50: e che cosa ci dice anche poi della collaborazione fra Stati Uniti, Canada e Messico?
00:09:55: Per organizzare un evento di queste dimensioni il sostegno dei governi è sempre centrale.
00:10:01: In questo caso il sostengono del governo... federale, dato alla struttura politico-estituzionale degli Stati.
00:10:07: Uniti.
00:10:08: E' chiaro che per tutte le questioni attinenti alla sicurezza ma anche trasporti alla gestione dei visti, tutte queste questioni richiedono un coinvolgimento della Casa Bianca e l'avrebbero richiesto indipendentemente dalla presenza di Trump.
00:10:28: ma naturalmente il rapporto tra Trump e Infantino ha assunto, secondo me una valenza fortemente simbolica e mediatica nel senso che negli ultimi mesi questa vicinanza è stata se vogliamo resa ancora più evidente dalle numerose apparizioni pubbliche condivise dall'annuncio credo di qualche giorno fa che sarà a Trump insieme a Infantina a consegnare il trofeo ai vincitori della della finale e anche un po' dalle dichiarazioni dello stesso presidente FIFA che affermato ha ribadito in più occasioni come il sostegno della Casa Bianca sia stato di fatto indispensabile per l'organizzazione del torneo negli Stati Uniti.
00:11:11: Queste sono affermazioni che riflettono certamente una realtà organizzativa, l'ho detto prima, un evento di queste dimensioni non può prescindere dalla collaborazione del governo federale.
00:11:22: ma a mio avviso rappresentano anche una precisa scelta comunicativa, che conferisce specia a rapporto tra Fifa e Presidenza Statunitense una visibilità senza precedenti.
00:11:35: In questo contesto trovo un altro aspetto interessante.
00:11:39: L'abbiamo già detto i mondiali sono stati uno strumento di diplomacia.
00:11:46: Ogni paese o organizzatore utilizza la Coppa del Mondo per accresere il prestigio internazionale per rafforzare l'immagine proiettare una certa idea di sé e quello che tra gli altri, Riccardo Brizzi e Nicola Sbetti in un volume di quel piano fanno definita in maniera estremamente efficace la cosiddetta diplomazia del pallone.
00:12:10: Ma il Mondiale del twenty-six è significativo anche perché mette in evidenza una tensione molto attuale perché da un lato La FIFA ha presentato il torneo come un evento capace di unire il mondo.
00:12:25: dall'altro però gli Stati Uniti come ogni stato sovrano del resto mantengono il controllo delle proprie politiche migratorie e non a caso la gestione dei visti è diventata un po uno dei nodi più delicati dell'organizzazione.
00:12:40: E a questo proposito infantino ha più volte ricordato che l'Affifa non può sostituirsi ai governi nelle decisioni sull'ingresso nel Paese pur però riaffermando più volte la volontà di garantire un torneo che fosse il più possibile aperto e inclusivo.
00:12:57: E quindi qui è chiara una cosa, che c'è una tensione tra l'universalismo dello sport incarnato dalla FIFA e dall'altro la sovranità nazionale e questo ci dice molto di come questo sia uno degli aspetti più interessanti del torneo al di là del dato sportivo.
00:13:18: il mondiale congiuntamente, con Canada e Messico secondo me va alletta da questa prospettiva un po' contraddittoria perché nel twenty-eight la candidatura triplice era stata presentata quello slogan United as one quindi a sottolineare un po l'idea di una cooperazione nord americana.
00:13:39: ma oggi il tornio si sta svolgendo in un contesto profondamente diverso segnato dalle tensioni tra canada messica e stati uniti sui temi dell'immigrazione sul commercio della sicurezza e in generale sui rapporti politici tra i paesi.
00:13:54: Il mondiale, in questo caso, finisce tape, finisce per mettere in luce una contraddizione nel senso che evidenzia le frizioni che stanno attraverso quest'area del globo e forse offre un'occasione per ricostruire forme di cooperazione e dialogo questo grande evento condiviso.
00:14:17: Quindi lo sport non cancella i conflitti, li rende.
00:14:23: non li crea ma gli rende visibili e talvolta può creare anche le condizioni per ricomporli se non sul piano diplomatico almeno sul piano simbolico.
00:14:33: Allora
00:14:33: fammi mettere questa domanda più in una prospettiva storica tornando a Riccardo perché... dicevi prima, riprendeva anche Angela che in ogni momento storico i mondiali il calcio sono specchio di alcuni rapporti di forza.
00:14:47: però ora ci diceva anche Angela c'è in gioco la diplomazia no?
00:14:51: Il tentativo di cambiamento.
00:14:52: allora la mia domanda è i mondiale sono solo specchio.
00:14:55: Di rapporti e di forzo possono cambiare i rapporti fra paesi con l'opinione pubblica?
00:15:01: La risposta Manuela che secondo me fanno entrambe le cose, ma in misura diversa.
00:15:07: Vorrei però integrare un attimo due aspetti secondo me molto importanti che ha sottolineato poco fa Angela.
00:15:15: Il primo è relativo al fatto che se bene resti dietro giganti storici come il futbol americano e il basket, il calcio oggi si è entrato a far parte stabilmente della cultura sportiva di massa americana.
00:15:30: Basta ricordare che ad oggi il record di affluenza in un'edizione della storia dei mondiali attiene proprio all'edizione del milenovecento noventa quattro negli Stati Uniti record che sarà superato o meglio lo è già con la fase a Gironi di questa edizione del twenty-six statuniti messico e canada.
00:15:51: in secondo aspetto che mi trova assolutamente in sintonia con quanto detto d'angela riguarda il rapporto tra infantino e trump che è un rapporto diciamo molto dibatuto discusso contestato ma che visto dal presidente della fifa e volto anzitutto a ricucire uno strappo cioè lo strappo del due mille dieci quando blatter presidente furono assegnate le due edizioni dei mondiali, del twenty-eight e del duemila e ventidue rispettivamente a Russia e Qatar.
00:16:21: E chi erano i paesi che competevano con Russia e Katar in quelle due edizionen?
00:16:26: da un lato il Regno Unito dall'altro proprio gli Stati Uniti?
00:16:29: Ecco la presidenza infantino che festeggia quest'anno ai dieci anni ha avuto come priorità quella di ricucire il rapporto con Washington e questo è stato fatto non solo attraverso l'assegnazione di questo mondiale condiviso, ma anche con scelte francamente discutibili se non imbarazzanti come il recente conferimento al presidente americano del FIFA Peace Prize.
00:16:56: Tornando all'ultima domanda è assolutamente vero che i mondiali siano uno straordinario specchio della politica internazionale e riflettono sostanzialmente gli equilibri geopolitici di ogni epoca, negli anni trenta i primi mondiali avevano in qualche modo testimoniato e rappresentato il confronto tra democrazie e totalitarismi durante la guerra fredda, la competizione tra i due blocchi.
00:17:23: Pensiamo ad esempio allo storico gol di Jürgens Parwasser tedesco dell'Est nel milenovecentosettantacuattro e alla storica vittoria ben cane influente della Germania dell'Este sulla Germania del l'Ovest in quell'edizione negli anni della decolonizzazione mondiale avevano dato visibilità a emergere dei nuovi stati.
00:17:42: oggi la competizione tra potenze globali e regionali per ospitare questo maxi evento sportivo, ma credo sarebbe un po' riduttivo considerare i mondiali soltanto uno specchio delle relazioni internazionali perché in alcune circostanze il calcio produce anche effetti politici concreti.
00:18:02: Penso ad esempio alla candidatura congiunta nei Mondiali del due mille e due prima candidatura, prima edizione co-assegnata a due paesi Corea del Sud e Giappone, che è un importante valore simbolico di riconciliazione tra due Paesi segnati da una storia difficile, da tutta un'eredità anche di polemiche legate all'occupazione giapponese della Corea fino al Milenovetcentoquattacinque.
00:18:29: Penso in tempi più recenti alla sospensione della Russia da parte della FIFA dell'UEFA dopo l'invasione dell'Ukraine che mostra come oggi le organizzazioni sportive siano esse stesse attori delle relazioni internazionali.
00:18:45: Ovviamente però non bisogna esagerare su questo terreno perché, come diceva giustamente Angela calcio non fa scoppiare le guerre né le conclude.
00:18:54: al di là di formule altisonanti.
00:18:56: penso all'espressione la guerra del calcio tra Ondura se Salvador del sessantanove o ancora un caso spesso citato relativamente a lo scopio della guerra nella ex Yugoslavia cioè quello del tredesimaggio del novanta durante colpi un poliziotto Jugoslavo Serbo nell'ambito di discontri tra tratifosi e giocatori.
00:19:25: Quell'episodio che è passata alla storia come la battaglia del Maximir, è considerato da alcuni storici dello sport il preludio della guerra nella ex Yugoslavia.
00:19:36: Ecco, è importante ricordare come il calcio probabilmente fu il detonatore di quel conflitto ma non ne fu evidentemente la causa che aveva radici ben più profonde e che attenevano sentaltro alla fase seguità la scomparsa di Tito eccetera.
00:19:53: ecco dire quindi che i mondiali raccontino la politica molto più di quanto la cambiano, tuttavia proprio perché concentrano attenzione mediatica e emozioni collettive anche prestigio internazionale.
00:20:07: possono in alcuni casi accelerare processi, rafforrasare determinate narrazioni nazionali e offrire ai governi opportunità che in altri contesti difficilmente avrebbero.
00:20:18: Questo credo rende al calcio il rapporto tra calcio e politica così dibattuto ed interessante e affascinante.
00:20:26: Senti Riccardo, in questa relazione è fra calcio e politica.
00:20:30: Abbiamo parlato finora tanto di questa dimensione internazionale quindi il calcio che diventa anche diplomazia in qualche modo internazzionale però in qualche modo c'è anche una dimensione più interna la fine.
00:20:41: stiamo parlando di sport che hanno come obiettivo quello di galvanizzare gli spiriti rafforzare l'unità nazionale
00:20:49: e quindi
00:20:49: Ancora una volta è una prospettiva storica.
00:20:52: Funziona di più l'effetto unità nazionale o poi questi eventi diventano anche momenti di grande tensione, una sorta di boomerang contro chi li organizza?
00:21:01: L'idea
00:21:02: che i mondiali producano... automaticamente unità nazionale è in buona misura, un mito benché frequentemente citato.
00:21:14: I mondiali possono certamente favorire momenti di straordinaria coesione.
00:21:19: pensiamo al caso della vittoria del Mondiale italiano del one novecentotattadue in spagna che viene citata da molti storici come la simbolica fase di chiusura del decennio lungo degli anni di piombo e dello sdoganamento del tricolore come vescillo popolarnazionale o alla Francia del one novecentonovantotto che venne utilizzata quella vittoria da parte dell'allora presidente shirac, come simbolo di integrazione interna cioè della francia black-blank-bear della franza nera bianca e araba che si riuniva dietro il tricolare francese.
00:22:00: Non è una esclusiva del calcio, penso ad esempio al Sudafrica dei mondiali di recbi del milenovecento noventa cinque raccontati da un bellissimo film Invictus di Clint Eastwood.
00:22:12: Ecco i Mondiali però possono anche mettere in evidenza fratture profonde presenti all'interno delle società, il caso probabilmente più emblematico è quello del mondiale colombiano del mila e novecentotantaseio.
00:22:27: sia il mondiale mai disputato l'unica edizione in cento anni di mondiali che venne assegnata a un paese e poi dopo riassegnata ad un altro perché ha tre anni dal mondiale.
00:22:41: Il presidente Belisario Betancourt rinunciò a quell'edizione con un video messaggio piuttosto drammatico, nel quale spiegava che per colpa della grave crisi economica politica della crescita di cartelli del narcotrafico la Colombia non aveva più la possibilità di ospitare un evento del genere.
00:23:02: sarebbe stato poi assegnato al Messico.
00:23:06: Ecco i grandi eventi sportivi concentrano l'attenzione internazionale E proprio per questo offrono ai movimenti anche di protesta, un'occasione unica per rendere visibili le proprie rivendicazioni.
00:23:21: È successo ad esempio in Argentina nel ''settantotto'' dove i madri di Plata de Maggio sfruttarono la presenza dei giornalisti stranieri per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani.
00:23:33: e è successo poco più di dieci anni fa in Brasile Tra il duemila e tredesimo di due mila e quattordici, quando movimenti di protesta contestarono gli enormi investimenti per il mondiale mentre mancavano risorse per sanità, istruzione e trasporti.
00:23:51: è successo ancora una volta a quattro anni fa in catar nel veintidue quando scoppio il dibattito sui diritti dei lavoratori migranti e delle minoranze.
00:24:01: Ecco quindi sì il mondiale può trasformarsi in un boomer, perché quando un governo investe enormi risorse in un evento globale promettendo sviluppo modernizzazione e prestigio internazionale crea inevitabilmente anche aspettative molto elevate.
00:24:18: Se queste aspettive vengono in parte del luse o se emergono problemi sociali irrisolti la visibilità che avrebbe dovuto rafforzare il consenso può anche amplificare le critiche, sostanzialmente ecco a chiudo davvero il mondiale è una sorta di gigantesca lente d'ingrandimento.
00:24:40: mostra al mondo il volto migliore di un paese ma può anche renderne molto più evidente e le fragilità e le contrattazioni.
00:24:48: E parlando di queste fragilità e contraddizioni, credo che gli Stati Uniti diventino un territorio interessante.
00:24:54: giusto Angela perché anche in questo mondiale abbiamo visto che non sono mancate finora, momenti di contestazione e mobilitazione contro l'evento.
00:25:04: Allora da storica anche negli Stati Uniti ti chiedo che cosa ci dicono queste tensioni, queste mobilitazioni sullo stato di salute della società americana?
00:25:13: Credo
00:25:14: che le proteste che si sono sviluppate in relazione a questa edizione dei mondiali debbano essere lette su almeno un paio di livelli.
00:25:26: Il primo livello riguarda certamente l'organizzazione dell'evento in sé.
00:25:32: Negli Stati Uniti uno dei temi più discussi è stato quello del costo dei biglietti, cioè della cosiddetta dynamic pricing, cioè dei prezzi che un po' aumentano in funzione della domanda, dei costi dei trasporti verso gli stadi e più in generale possiamo dire il dibattito si è incentrato intorno tema dell'accessibilità del mondiale di calcio per i residenti.
00:26:02: tanto che in alcune città si ha aperto un confronto molto acceso tra la FIFA e gli amministrazioni locali proprio su questo punto, cioè chi deve poter vivere il mondiale solo chi può permetterselo e chi arriva magari dall'estero anche i cittadini della cittacche che lo ospitano.
00:26:21: E in questo senso il caso più emblematico è quello di New York dove il Sindaco-Mapdani ha negoziato con la FIFA la disponibilità di un contingente di biglietti a prezzo calmierato.
00:26:37: Lo stesso governo della città di New York ha promosso l'organizzazione di navette a basso costo per raggiungere lo stadio e, di fatto, l'operazione del Sindaco di New york è stata quella di presentare i mondiali di calcio non solo come un grande evento commerciale ma anche come una sorta di bene pubblico a cui tutti i cittadini dovevano poter avere l'accesso.
00:27:03: Contestualmente però la politica dei prezzi della FIFA è stato oggetto di forti critiche proprio perché tesa percepita come orientata a massimezzare i ricavi della FIFA nel mercato statunitense.
00:27:17: Quindi abbiamo sicuramente un livello di critica, di proteste che ha a che fare con l'organizzazione dell'evento ma secondo me c'è un secondo livello che più interessante.
00:27:26: lo diceva prima Riccardo I grandi eventi sportivi funzionano come una sorta di lente grandimento, cioè non producono i conflitti sociali e politici ma talvolta gli rendono più visibili anche a causa dell'attenzione mediatica che eventi di questo tipo ricevono.
00:27:45: E questo è stato chiaro ad esempio in Messico uno dei paesi organizzatori insieme agli Stati Uniti quando durante l'apertura del mondiale le celebrazioni si sono svolte regolarmente mentre fuori dallo stadio abbiamo che hanno un po' scelto questi giorni per richiamare l'attenzione internazionale su tutta una serie di questioni che stanno profondamente incidento sulla società messicana, cioè la violenza, le disuguaglianze e la richiesta di maggiori investimenti pubblici affronte dei soldi che sono stati investiti per l'organizzazione della comunità.
00:28:30: del
00:28:31: mondo.
00:28:31: E qui alcuni episodi sono degenerati in scontri con la polizia, ma il punto davvero centrale è che il mondiale è diventato come diceva prima Riccardo una cassa di risonanza per problemi che sistevano ben prima del torneo.
00:28:49: e lo stesso vale per la società americana nel senso che il dibattito sul mondiale intercetta una serie di temi che stanno attraversando da anni la societā statuniana quindi l'immigrazione, il controllo dei confini, le diseguaglianze economiche, il diritto ad abitare le città.
00:29:08: Il rapporto tra interessi privati e spazio pubblico ma anche di nuovo chiaramente tutto quel dibattito che va avanti da anni è che è legato ai controlli alle frontiere e all'inclusione delle comunità migranti.
00:29:21: questo per dire perché il calcio è particolarmente significativo, perché la sua stessa storia negli Stati Uniti è intrecciata con quella dell'immigrazione.
00:29:34: Lo diceva Riccardo facendo riferimento ai numeri di spettatori dell'edizione del milenovecento novanta quattro e vero ma per oltre un secolo è stato identificato come lo sport delle comunità immigrate.
00:29:49: E
00:29:50: non è un caso che ci sia stato anche un altro dibattito.
00:29:53: Cioè quello sui giocatori con la doppia cittadinanza, che ha riaperto un po' una domanda molto antica, che poco a che fare con il calcio e molto a che farlo con la storia statunitenza, cioè chi può essere considerato un vero americano?
00:30:08: Per questo credo che le mobilitazioni, le proteste non possano semplicemente essere derubicate come... contestazioni rispetto all'organizzazione del torneo.
00:30:21: In realtà, se vogliamo una questione più generale cioè chi ha diritto a partecipare ai grandi eventi globali e chi rischia invece di essere nascluso per ragioni economiche sociali e politica.
00:30:39: Abbiamo parlato di diplomazia, soft power, relazioni internazionali ed è solo i tensioni anche interni agli Stati ospitanti.
00:30:47: ma alla fine mondiali restano anche calce.
00:30:49: quindi fatemi chiudere con la domanda forse più importante per chi ci ascolta.
00:30:54: Chi vincerà a questo mondiale?
00:30:55: E questo fa parte del toto scommesso della redazione connect.
00:30:59: Angela Riccardo avete suggerimenti?
00:31:05: Dico solo che secondo me questa è la domanda più difficile e forse proprio per questo, è la più divertente.
00:31:12: E da storica preferirei evitare i pronostici anche perché mi pare Riccardo Correggi mi si sbaglio che il calcio ha una straordinaria capacità di smentire ogni previsione.
00:31:24: se guardiamo un po' alla storia dei mondiali forse vediamo che spesso si ricordano più le sorprese che i favoriti in impartenza.
00:31:34: quindi preferirei glissare non facendo pronostici e dire che forse la risposta più incoerente con tutto quello di cui abbiamo parlato è un'altra, che tra vent'anni magari ricorderemo certamente chi avrà alzato la coppa del mondo ma ricordremo anche il contesto storico in cui si è svolto questo torneo cioè un mondiale organizzato da tre diversi paesi e attraversato dai grandi temi della globalizzazione, delle migrazioni, della diplomazia, delle tensioni internazionali dell'attuale congiuntura di guerra.
00:32:09: ed è probabilmente per ricollegarmi anche quello che diceva Riccardo Ponaccansi, e questo che rende meundiali un oggetto così interessante per le storiche, per gli storici ma anche per i sociologi, per i politologi.
00:32:22: Cioè il calcio si rimane il cuore dell'evento, insomma intorno a quel pallone si riflette sempre un pezzo della storia del
00:32:33: mondo.
00:32:36: D'accordissimo con Angela però accolgo la provocazione, mi butto bufando anche un filo e pronostico Francia perché indubbiamente la squadra più solida dal punto di vista tecnico di questo mondiale.
00:32:54: Allora ci riaggiorneremo fra qualche settimana per vedere come è andata.
00:32:59: Nel frattempo... Assolutamente, purtroppo il nostro tempo è arrivato alla fine.
00:33:04: e fatemi concludere dicendo che molto spesso pensiamo in mondiali come a novanta minuti di gioco.
00:33:09: Eppure come abbiamo sentito oggi attorno a quel rettangolo verde si muovono governi leader politici identità nazionali strategie internazionali.
00:33:17: Un grande grazie ad Angela Santese e Riccardo Brizzi per averci raccontato attraverso lo sport qualcosa di molto più grande del calcio.
00:33:26: Grazie anche a voi per averci ascoltato.
00:33:28: Restate con noi su Connecting the Nodes, il podcast di Connect, per continuare a esplorare le sfide senza confine del nostro tempo.
00:33:36: Stay connected e alla prossima!
00:33:48: Per non perdervi tutti i contenuti in video e
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